Oltre 15.000 km di fibra ottica per connettere istituti di ricerca e scuole.

La rete GARR connette istituti di ricerca e scuole in tutta Italia: oltre 15.000 km di fibra ottica per connettere i centri ad altissime velocità di download e upload con l’obiettivo di favorire la ricerca. Nel 2021 arriveranno collegamenti a 800 Gbps.

Una maxi-rete in fibra ottica che collega, lungo 15mila chilometri, università, istituti di ricerca, biblioteche, musei e anche scuole. Ecco cos’è la rete GARR, nata negli anni 80 e cresciuta fino a diventare un’infrastruttura con collegamenti fino a 200 Gbps 

La rete GARR (Gruppo per l’Armonizzazione delle Reti e della Ricerca) fa parte della dorsale europea GEANT, a sua volta connessa alle reti dedicate alla ricerca e all’istruzione in America del Sud, Stati Uniti, Asia, Africa e Australia.

Una rete mondiale dedicata che connette, a oggi, circa 10mila centri e oltre 50 milioni di utenti.

Quando è nata la rete GARR

Le radici della rete GARR affondano negli anni delle prime reti di istituti di ricerca come CNR ed ENEA. Al tempo, a cavallo fra gli anni 70 e 80, ognuno aveva una propria rete indipendente, il che significava avere limiti di interconnessione e interoperabilità.

La spinta per unificare la rete italiana per gli istituti di ricerca e le scuole – ciò che sarebbe poi diventato la rete GARR, appunto – fu il progetto europeo COSINE (Cooperation for Open Systems Interconnection in Europe). Nel 1988 nacque il GARR come commissione ministeriale.

La tecnologia, in ogni caso, era quella di fine anni 80: al tempo, i collegamenti garantivano una larghezza di banda di circa 2 Mbps. Per gli standard attuali sarebbero ben pochi, ma oltre trent’anni fa rappresentavano una rete all’avanguardia. Alla fine degli anni 80 erano collegati 7 nodi: Milano, Bologna, Pisa, Roma, Frascati e Bari. La larghezza di banda di 1 Gigabit per secondo è stata raggiunta nel 2002.

Dopo numerosi miglioramenti tecnologici e infrastrutturali, oggi il progetto è noto come GARR-X. Nel 2013 è stato affiancato da GARR-X Progress, una rete in fibra ottica che ha interconnesso le quattro “regioni della convergenza”: Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. L’obiettivo? Ridurre il divario digitale e garantire un’infrastruttura abilitante per migliorare la competitività della ricerca.

Connessi 4,5 milioni di utenti

La rete GARR è gestita dal Consortium GARR, che tra i soci fondatori include CNR, ENEA, INFN e Fondazione CRUI. Costoro rappresentano il 61% del contributo annuale; gli enti convenzionati, cioè coloro che si appoggiano alla rete GARR, il 25%, mentre circa il 7% deriva dai contributi “derivanti da prestazioni di servizi verso Pubbliche Amministrazioni per l’esecuzione di progetti speciali” si legge nel bilancio del 2018, l’ultimo disponibile. Per la partecipazione al progetto GEANT e altri progetti europei arriva poco meno del 6% dalla Commissione Europea.

Ogni anno il Consorium GARR spende circa il 66% dei suoi fondi all’infrastruttura, il suo funzionamento e la gestione della rete.

La rete GARR collega, solo in Italia, circa 1.200 sedi e 4,5 milioni di utenti e include 106 punti di presenza (PoP). In quanto organizzazione non a scopo di lucro GARR può offrire il proprio servizio solo ad altri centri che non hanno fini commerciali.

Per costruire la propria rete, GARR propone dei bandi di gara a cui partecipano vari operatori. GARR, poi, noleggia a lungo termine la fibra ottica spenta, che illumina indipendentemente per offrire un accesso dedicato ai singoli centri con connettività simmetrica (la banda dedicata al download è uguale a quello per l’upload).

Dal 2021 i primi collegamenti a 800 Gbps

Il futuro della rete GARR è rappresentato da singoli collegamenti a 800 Gbps nelle tratte principali (come Roma, Bologna e Milano): questi saranno possibili già dalla seconda metà del 2021. La capacità potenziale dei collegamenti di dorsale arriverà, entro il 2023, a 25-30 Tbps. Nella stessa data, il GARR mira ad avere anche capacità di almeno 400 Gbps per i data center più grandi.

“GARR opera per soddisfare le esigenze della propria comunità di ricercatori, docenti e studenti e quindi la rete cresce in base ai bisogni reali” spiega Massimo Carboni, direttore tecnologico del Consortium GARR. “L’evoluzione tecnologica consente di mantenere costante il livello di spesa al crescere delle prestazioni e della capacità di rete. A parte pochi casi, come GARR-X Progress nel 2013, non abbiamo potuto accedere a fonti di finanziamento straordinarie”.

Grazie alla disponibilità di fibra ottica acquisita nel tempo da GARR è possibile, va avanti Carboni, “evolvere all’interno di un percorso tecnologico definito che riteniamo possa rappresentare per il futuro un possibile modello di riferimento tecnologico anche per altri operatori di telecomunicazioni”. Un rapido aumento della banda passante è possibile poiché “sono stati adottati modelli di rete aperti che permettono una elevata flessibilità e sostenibilità.”

I centri che volessero collegarsi alla rete GARR possono farne richiesta tramite il sito ufficiale. È richiesto un costo una tantum per il collegamento fino alla sede, la cui entità dipende dalla distanza dal punto di rete più vicino, e poi un canone mensile per l’utilizzo della banda ultralarga.

Aggiungi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.